6) Leibniz. Gli indiscernibili.
La conoscenza delle percezioni insensibili  utilizzata per
spiegare il fatto che non esistono due esseri uguali. Gli
individui sono irriducibili gli uni agli altri.
G. W. Leibniz, Nuovi saggi sull'intelletto umano, Prefazione (
pagina 233).

Quanto pi, infatti, si  attenti a non trascurare nulla di ci
che possiamo determinare, tanto pi la pratica risponde alla
teoria: ma solo la suprema ragione, a cui non sfugge nulla,  in
grado di comprendere distintamente tutto l'infinito, tutte le
ragioni e tutte le conseguenze. Il nostro potere sull'infinito si
limita a conoscerlo confusamente, e a sapere quanto meno,
distintamente, che c'. Diversamente noi giudicheremmo malissimo
della bellezza e della grandezza dell'universo, n potremmo
disporre di una fisica efficace, che spieghi la natura delle cose
in generale, e ancor meno di una buona pneumatica, che abbracci la
conoscenza di Dio, delle anime e delle sostanze semplici in
genere.
Tale conoscenza delle percezioni insensibili serve anche a
spiegare perch e come due anime umane, o, in generale di una
stessa specie, non escano mai perfettamente simili dalle mani del
Creatore, e abbiano ciascuna un rapporto originario con il
particolare punto di vista da cui guarderanno l'universo. Del
resto, questo  una conseguenza di quanto ho gi osservato degli
individui: e, cio, che la loro differenza non  mai
esclusivamente numerica.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, volume
tredicesimo, pagine 206-207.
